Hanno parcheggiato i loro furgoni lungo via nuova Asi nel cuore del nucleo industriale della cittadina conciaria ed hanno incrociato le braccia. Si tratta dei contoterzisti che sono scesi in piazza. Un modo per manifestare l’unità del gruppo. Lo scorso primo ottobre il consorzio dei contoterzisti ha reso noto le nuove tariffe che comportano un sensibile aumento rispetto ai prezzi praticati rispetti al passato. Un aumento legato alla volontà di “mettersi in regola”. In effetti il mondo della lavorazione del pellame “conto terzi” nell’ultimo periodo è finito sotto la lente di ingrandimento delle forze dell’ordine. Lavoro nero ed irregolare, mancato rispetto della normativa in materia di sicurezza sul lavoro, irregolarità in tema di normativa sanitaria ed urbanistica. Queste le violazioni riscontrate con maggiore frequenza dalle forze dell’ordine. Oltre una decina le aziende conto-terzi per le quali è stata necessaria l’interruzione dell’attività lavorativa. Scopo del consorzio è: innescare delle pratiche virtuose che consentano di ridare legalità al settore. A cominciare dal capitolo prezzi. Prima finalità del “new skin Solofra” è quella di evitare guerre al ribasso nell’offerta di servizi alle aziende conciarie che per contenere i costi tendono in maniera sempre più massiccia ad esternalizzare intere fasi della produzione. Esternalizzare vuol dire scaricare su terzi i costi che altrimenti dovrebbero essere le stesse concerie a sopportare. D’altro canto i terzisti per essere competitivi sul mercato devono mantenere bassi i prezzi pur con i costi legati al personale ed alla lavorazione. Ne deriva una spirale che provoca una situazione di generale impoverimento delle aziende in conto terzi e dei lavoratori che da esse dipendono. Il consorzio punta a spezzare questo circolo vizioso parlando con un’unica voce nei confronti dell’azienda e quindi cercando di spuntare prezzi adeguati ai mezzi ed alle professionalità che il conto terzi pone in campo. E nei confronti dei fornitori puntando sul numero degli associati come leva per contenere i costi fissi ad esempio legati all’approvvigionamento di energia. Il consorzio si propone inoltre di prestare consulenza commerciale, contrattualistica, finanziaria e di marketing, organizzare e gestire corsi di formazione professionale, creare o gestire servizi comuni, stipulare convenzioni con società, enti, associazioni a beneficio delle imprese associate.
E solidarietà nei confronti degli operatori della lavorazione conto-terzi è stata espressa dalla sezione cittadina di “Forza Nuova”. “Siamo vicini, si legge in una nota del movimento di estrema destra, alle istanze manifestate dagli aderenti al neocostituito consorzio dei terzisti solofrani del settore conciario, che ieri hanno
manifestato nella cittadina conciaria. Il movimento Forza Nuova, Cuib
S. Michele Arcangelo di Solofra (AV), accoglie con favore il moto di
ribellione di un comparto che sfruttato e mortificato da anni di mala
politica e schiacciato dai meccanismi di un mercato drogato e in mano a
pochi monopolisti, ha dimostrato orgoglio ed unità di intenti. Senz'altro lodevole il tentativo di ristabilire regole minime di legalità troppo spesso disattese da chi aveva il compito istituzionale di farle rispettare. Forza Nuova è solidale con i terzisti!”
"Struttura chiusa". E' questo il cartello che campeggia sulla porta carraia che consente l'accesso allo stadio comunle "Agostino Gallucci" di Solofra. La struttura sportiva è risultata essere priva del certificato di agibilità. Da qui dunque la decisione di interdire sia gli allenamenti che le gare. Tutto fermo dunque. Quello dell'agibilità è a dire il vero un problema vecchio e già noto agli amministratori solofrani. Negli anni scorsi si è sempre andati avanti con le agibilità temporanee a tre o sei mesi rinnovate di volta in volta. Il problema è riemerso anche sulla spina dei controlli effettuati in questi giorni dalla stazione cittadina dei carabinieri. Sono ora al vaglio dell'amministrazione comunali delle soluzioni che consentano la ripresa dell'attività agonistica.
Un gabbiotto per ospitare il servizio di guardiania a Palazzo orsini. I lavori per montare la struttura che dovrà ospitare due guardie giurate. Si tratta di un’iniziativa giunta per garantire una maggiore vigilanza per quanto attiene gli spazi comunali. In passato, purtroppo, la cronaca cittadina ha dovuto prendere atto di numerosi episodi di aggressione che si sono consumati ai danni di amministratori e di dipendenti pubblici. Episodi spesso verificatisi anche all'interno degli uffici della casa comunale. Da qui dunque la decisione di arrivare alla realizzazione del servizio di guardiania. Il servizio di guardiani avrà un ulteriore funzione: fornire ai cittadini indicazioni rispetto gli uffici ai quali rivolgersi.
Ennesimo episodio d’illegalità legato all’attività conciaria nel polo industriale di Solofra ed ennesimo ordine di sospensione amministrativa dell’attività lavorativa. Ancora una volta si tratta di un’azienda conciaria sorpresa a impiegare lavoratori in nero e priva delle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. I carabinieri della stazione di Solofra vi hanno condotto un’attività ispettiva proprio nella giornata di ieri, constatando che sui 5 operai complessivi, 2 erano irregolari perché mai assunti, quindi totalmente in nero. Proseguendo l’attività ispettiva sui macchinari di rifilatura e inchiodatura pelli, i militari hanno constatato la mancanza di molti dei requisiti richiesti dalla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Nello specifico mancava del tutto la formazione/istruzione obbligatoria che ogni datore di lavoro è obbligato a fornire ai suoi lavoratori per istruirli sulle corrette modalità di utilizzo dei macchinari e sui rischi connessi all’uso degli stessi. Poi, mancava come di consueto la sottoposizione dei lavoratori alla visita medica obbligatoria: vale a dire che nessuno dei lavoratori era mai stato visitato da un medico onde verificarne l’idoneità psico-fisica al lavoro svolto e valutare le eventuali conseguenze del lavoro sul fisico dell’operaio. Ancora non era stato correttamente redatto il piano sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e contestuale valutazione dei rischi a essa correlati, che non è altro che un documento nel quale vengono compendiati tutti i possibili rischi derivanti e connessi all’attività lavorativa svolta e i rimedi e le soluzioni per evitare detti rischi. Infine, l’intera attività era svolta in assenza della prescritta autorizzazione sanitaria, motivo per cui, al termine dell’ispezione, i carabinieri hanno dovuto ordinare la immediata sospensione dell’attività lavorativa, in attesa che le competenti autorità amministrative alutino l’idoneità dei luoghi di lavoro. Nel contempo, viste tutte le irregolarità connesse alla legge sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, il titolare dell’azienda conciaria è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino, responsabile di non aver provveduto ad assicurare ai suoi dipendenti tutto quel sistema di tutele che è garantito dalla legge ad ogni lavoratore.
Perde alle slot machine e devasta il bar. Il singolare episodio si è verificato la scorsa sera in un bar del centro di Solofra. Protagonista un trentenne residente nel popoloso quartiere Turci castello. L'uomo aveva giocato una forte somma alla slot machine nonostante tutto l'apparecchio non aveva "pagato" alcuna vincita. Un fatto inaccettabile per il trentenne che ha quindi ritenuto di dover sfogare la sua rabbia sulla "macchinetta". La titolare del bar ha inutilmente tentato di calmare il giovane che per tutta risposta ha colèito la donna con un ceffone. Sul posto, allertati dalla titolare, sono immediatamente intervenuti i carabinieri della stazione cittadina.
Il comune di Solofra mette mano all’aggiornamento del piano commerciale. Il documento relativo alla programmazione della presenza delle aree di vendita sul territorio della cittadina conciaria risale allo scorso 2004. L’assessore al commercio Pasquale Gaeta ha ora avvertito la necessità di procedere ad un “aggiornamento” di quel documento di programmazione. <<Il nostro obiettivo, spiega, è quello di attuare una programmazione puntuale della presenza degli esercizi commerciali a Solofra>>. Nel documento del duemilaquattro furono adottate particolari accorgimenti in tema di superfici di vendita e di parcheggio. Ad esempio: fu aumentata nei centri commerciali la superficie di vendita per gli esercizi di vicinato portandola dal trenta al quaranta per cento rispetto alla superficie complessiva di vendita. Per i centri commerciali con superficie di vendita fino ai quindicimila metri-quadrati fu fissato il parametro di 2.5 parcheggi per ogni metro quadro di superficie di vendita. Fu disciplinata in maniera puntuale la presenza di medie strutture inferiori, ossia di strutture aventi superficie netta di vendita compresa tra 250 e 1.500 mq. <<Si avverte ora la necessità, conclude Gaeta, di meglio sviluppare il lavoro portato avanti nella scorsa consiliatura adeguandolo da un lato alle nuove disposizioni di legge in materia di commercio e dall’altro di adeguarlo alla fase di difficoltà che sta vivendo il commercio nella nostra città>>. Nel corso dell’ultima riunione di giunta, dunque, l’amministrazione comunale ha dato il via alla costituzione di un gruppo di esperti che lavori al nuovo piano commerciale cittadino.
E’ stata ridimensionata la posizione del trentenne solofrano agli arresti domiciliari che aveva allestito nel giardino della propria abitazione una piccola piantagione di canapa indiana. Nella giornata di ieri c’è stato il dibattimento. L’uomo è stato difeso dall’avvocato solofrano Michele Giliberti. Il legale è riuscito a far passare la tesi secondo la quale quella piccola coltivazione non era in alcun modo finalizzata all’attività di commercializzazione e spaccio. Una tesi che è stata corroborata da due dati di fatto. Da un lato il mancato rinvenimento nel corso del blitz dei carabinieri di bilancini di precisione oltre che di altri strumenti legati all’attività di spaccio dall’altro le risultanze dell’esame tossicologico che ha fatto emergere un basso contenuto di “principio attivo” nelle piantine rinvenute nella piccola piantagione. Una piantagione a dimensione, per così dire domestica visto che era stata allestita in un’area centrale del paese quindi facilmente visibile e non occultata. Sulla scorta delle argomentazioni portate avanti dall’avvocato Giliberti il giudice ha ritenuto di dover ridimensionare la posizione di S.N. L’uomo è stato condannato alla pena di un anno di reclusione e ad una ammenda di quattromila euro. Il periodo di reclusione è stato sottoposto a sospensione condizionale. Revocata la misura degli arresti domiciliari.